

Il sentiero non la attraversa (se ne intuisce solo l'imbocco), ma è d'obbligo menzionare la Gola delle Fascette: è lunga 600 metri, scavata nel calcare, e la circolazione idrica, un tempo superficiale, è ora sotterranea, perché le acque del Rio Nivorina sono inghiottite dal Garb del Butaù.Per secoli, con le sue pareti strapiombanti, ha costituito una barriera invalicabile, costringendo gli abitanti della valle a lunghissimi aggiramenti. Solo alla fine dell'Ottocento, con la collaborazione dell'esercito, venne realizzato un sentiero attraverso la gola, attrezzato poi con cavi metallici nei tratti più esposti. Nel dopoguerra la ditta Feltrinelli collegò Viozene a Upega con una rotabile in cambio dei diritti di taglio nei boschi delle Navette, della Binda e del Bosco Nero. I detriti dello scavo nelle pareti rocciose furono gettati nella gola, alterandone l'aspetto originario. L'alluvione del 1994 trasportò una gran parte del materiale di scavo a valle, riportando alla luce le grandi marmitte scavate dall'acqua e molti fenomeni erosivi.